Questo mutamento nella natura del lavoro manageriale è d'importanza fondamentale, proprio perché management e leadership sono due concetti molto diversi.
É come se il contabile dovesse mettersi, tutt'a un tratto, a suonare anche il pianoforte. O, per coloro che arrotondano già lo stipemdio suonando il piano in qualche locale, come entrare a far parte di un'orchestra filarmonica occupandosi marginalmente anche di contabilità. Una simile evoluzione sarebbe difficile per tutti, e impossibile per alcuni.
ma la confusione tra contabilità e pratica del pianoforte complicherebbe significativamente il problema.
Allo stesso modo, la confusione tra i concetti di management e leadership complica significativamente il problema nelle aziende di oggi.
Alle persone si chiede di "dirigere" (lead) e invece loro "gestiscono" (manage) ancora più intensamente, e provano un senso di frustrazione quando le loro azioni non incontrano l'apprezzamento dei superiori o dei clienti. I manager e i leader non operano in squadre, una possibile soluzione al problema, perché le due categorie non sono distinte. Quindi i manager lavorano insieme ai manager.
I leader (ce ne sono pochissimi) continuano ad apparire come rinnegati potenzialmente pericolosi.
Poiché oggi i dirigenti sono chiamati a gestire e a dirigere nello stesso tempo, la complessità del loro ruolo é andata aumentando, fino a richiedere una nuova terminologia.
John P. Kotter
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