Ecco. Il programma era tipo "si mangia qualcosa e poi si scende a fare Hogmanay".
Poi c'è la realtà. Sara vanta un probabile febbrone e alle 18.30 si mette a letto prospettando un risveglio alle 20. Io alle 19 crollo e mi sveglio oltre le 22. Poi ricrollo e mi sveglio alle 23.30. A mezzanotte i fuochi d'artificio si vedono in lontananza e per me sono una parentesi in una non finita giornata di sonno che continua fino alle 7 del mattino dopo. Eravamo lì per il capodanno più bello d'Europa, e abbiamo finito malati!
Alle 7.45 siamo pronti per la colazione ma non è ancora pronta: siamo in anticipo! Colazione leggera e ci mettiamo in macchina per un giro a Edimburgo. Le strade sono ancora in fase di pulizia, le transenne bloccano ancora alcuni percorsi ma riusciamo a scorgere l'imponente castello,la residenza della regina e l'infinito parco annesso.
L'infinito viaggio volevamo toccasse alcune città (Newcastle, York) ma alla fine optiamo per un percorso diretto, con pochi stop e un po' di pioggia e puntiamo ad una mini gita turistica a Cambridge, dove arriviamo per le 18.30. Buio pesto ma si si intuisce la grandezza di questo fantastico centro universitario. Essendo prestino puntiamo a Londra.
Parcheggiano vicino al Big Ben e saliamo sulla London Eye, splendida vista e panorama di una città imponente e varia come poca Inghilterra era risultata essere, sullo splendido Tamigi. Decidiamo di puntare verso Hyde Park, dove c'è un parco natalizio. Arriviamo ed è grandissimo con tantissima gente... fino alle 22 quando d'improvviso, quasi di scatto, poliziotti a pettorina gialla spuntano dalle giostre e tutte, quasi senza preavviso, chiudono e fanno uscire le persone. In meno di cinque minuti svaniscono le nostre speranze di fare una giostra o di mangiare qualcosa!
Cercando un qualunque baracchino, un ristorante aperto, un take away, e non riuscendovi, percorriamo gli ultimi chilometri per Heathrow, dove pernottiamo in un albergo adiacente all'aeroporto.
Forse non ha senso aprirvi una giornata ulteriore, visto che le cose da raccontare sono poco. Alle 8 siamo a rendere la macchina alla Hertz, poi in aeroporto dove l'unica chicca è Sara che si leva la giacca, orologio, tutto il metallo che ha addosso per passare i controlli e poi si avvia noncurante verso il metal detector con il trolley! La signora del controllo, simpatica come l'uovo fritto di due giorni prima, la redarguisce meritandosi uno dei primi "va-a-ciapá-i-rat" dell'anno. Volo perfetto e tutti a casa!
Quanto abbiamo viaggiato? 1.600 miglia circa, pari a 2.560 Km!

1 gennaio 2015 - Edimburgo - Londra

Si comincia alle 8.30 con un frizzante mal di testa e il pensiero a riparare la gomma. Colazione: finalmente c'è l'uovo! Pesantino però... rientro un attimo in camera lasciando Sara a finire la colazione, cosí intanto NNNEEEEOOOOO NNNEEEEOOOOO e riparte l'allarme antincendio!
Sarà come ieri un'esercitazione... no passa anche una dell'albergo a portarci di sotto. Non prendo le giacche ma, alla mia uscita nel piazzale del parcheggio, mi accorgo che qualcuno ha fatto di peggio: capelli bagnati e asciugamano per una signora, ragazzi entrambi in pigiama, signora a piedi nudi (parliamone!).
Mi faccio beffe di loro fino a che - eviterò i dettagli - diciamo che la colazione si conferma pesante. E risulterà pesante ben tre volte nel corso della giornata... scrivendo ora prima di cena spero che la colazione sia finita! Intanto Sara dai dieci minuti fuori all'aperto (arrivano anche i pompieri con dei signori cinesi che si fanno fotografare con loro) sancisce definitivamente l'avere un febbrone, ma avendo io avuto l'arguzia di non farle portare il termometro, tachipirina per tutti e via!
Andiamo al Kwik-Fit, catena di gommisti/riparatori vari e in quattro e quattro otto ci aggiustano la gomma bucata, mostrandoci un chiodo da tre centimetri dentro: ah però!
Lascio la guida a Sara e mi addormento come un sasso mentre lei mi conduce nel regno del Fife, territorio a nord est di Edimburgo pieno di villaggi di pescatori, verso Saint Andrews. La strada, mi riferisce Sara, entra e esce dai vari paeselli, grandi prati verdi costellati di immancabili pecore. Una mini tappa a Elie andando a fare due passi in spiaggia, un passaggio anche a Crail e poi dritti verso Saint Andrews. Pranziamo (per me un bel the caldo!) vicino al campo da golf e con un bel panorama che sposa perfettamente erba verde, paese di pescatori e uno splendido mare. Che paesaggi!
Facciamo ritorno a Edimburgo verso le 17.30, e ci prepariamo per la serata. Vorrei evidenxiarr che qui ci sono 10 gradi, spettacolo! Mangeremo qualcosa e poi scenderemo in piazza a festeggiare l'Hogmanay e il nuovo anno!!!

31 dicembre 2014 - Saint Andrews

Ecco... il programma è stato un po' diverso da come previsto! Andando per ordine, partiamo pimpanti alle 8.30 da Inverness, dopo una colazione all'inglese e infatti ho capito che appena mi vedono gli inglesi nascondono le uova! Prima tappa sulla strada a scendere è Blair Atholl dove si narra ci sia uno splendido castello "scenografico e al centro di un'enorme tenuta di..." ok ok basta leggere... è chiuso!
Decidiamo di ripartire ma la nostra Skodabus ci segnala, ed è la terza volta ormai, che la gomma anteriore sinistra perde pressione. Ma come, l'ho gonfiata ieri tipo canotto! Ci fermiamo ad un bar e la rigonfiamo.
Finito di gonfiarla Sara mi dice "ssst ssst".
"Cosa c'è?!" le rispondo.
"Io? Non ho parlato!" arguisce lei.
Avrete giá capito... la gomma ha un simpatico forellino! Chiamiamo il servizio e per farla breve in una mezz'oretta ci mettono il ruotino e alla pacifica velocità di 50 mph (poco più di un insulto al minuto da parte degli scozzesi in coda dietro) ripartiamo. Qui i panorami non li so perché mi metto dal lato del passeggero e ronfo!
Spostiamo le tappe per ottimizzare i tempi e arriviamo a Sterling, dove ci infiliamo a mangiare in un baretto simpatico.
"Ehi ma a Sterling forse c'è un castello!" dicono dei passanti.
"Sisi come no sarà chiuso sicuro!" rispondiamo noi saccenti.
E invece è aperto, e ce lo guardiamo tutto! Stanze del re, della regina (Maria Stuarda piú di tutte visse lí), giardini di assassinati eccellenti e panorama mozzafiato! Nella collina davanti (Abbey Craig), inoltre, la storia di William Wallace (il leggendario Braveheart) che con un esercito di volontari un po' raffazzonato riuscì a uccidere più di 5.000 soldati english e decine di cavalieri, grazie ad una strategia di attesa con protagonista il fiume Forth.
Ripartiamo per Edimburgo che già fa buietto. Non racconterò che: la Hertz ci manda in soccorso a fare il cambio gomma un simpatico ragazzo, che arriva qui all'albergo con una gomma sbagliata che quindi non ci può montare. Che mentre lo stiamo aspettando in albergo parte l'allarme antincendio e, uscito dalla camera, una ragazza cinese mi guarda chiedendomi cosa debba fare e mi segue come un'ombra. Che Sara secondo me ha la febbre e io un po' di raffreddore. Ma soprattutto che avevo già scritto questo post, intero, e mi si è cancellato!
Oggi è proprio una giornata "whoopsidaisies"!!!

30 dicembre 2014 - Inverness - Edimburgh

Sveglia alle 7.20 e visita programmata a Glasgow, contiamo di vedere qualche opera di Charles Mackintosh, architetto/designer/pittore a cavallo tra l'800 e il 900, grande innovatore del suo tempo. Vediamo da fuori la Glasgow School of Art sua prima e significativa opera, e ci rechiamo poi alla Willow Tea Room, dove sorsegggiamo tipo Lady Sara e Lord Paul MacNuggets il nostro tea.
Dopo aver deciso di ristrutturare di nuovo casa a Milano per seguire le orme di Mackintosh, partiamo alla volta di Hellensburg, dove si narra ci sia la Hill house, costruita sempre dal nostro amico Charles. Giungiamo nella nebbia più totale ad un vialone dove, come soldati di guardia, lampioni Mackintoschensi ci indicano la villa. Bella, bellissima, ma apre ad Aprile. Evitiamo di far tardi attendendone l'apertura, e ripartiamo.
Tappa successiva Inveraray, ovvero minuta perla, dotata di castello, sul Loch Fyne. Lago gelato, una vietta densa di negozi, pranzo più che buono... e la nebbia rimane! Ad un tratto un monito celeste echeggia nell'aere della Skoda: "Eh, questa nebbia! Ma a mezzogiorno dovrà sparire!". Mai predizione di Sara fu più azzeccata: ore 12.02, si sente "gneck gneck grind grind" e come quando la mattina si alza la tapparella, così nostro signore delle highlands alza la nebbia, scoprendo una giornata di sole pazzesca! Grazie Sara, you control the weather!
Il viaggio verso Fort William ci permette di passare per Glencoe. È indescrivibile ciò che vediamo. Colori rossi verdi bianchi gialli arancioni, nebbia bianca e oro, rugiada e brina, brughiere e pinete, alberelli giovani (detti Gini) e alberoni maturi intrecciati tra loro, laghetti e cascatelle e rivoli e fiumi. Eee... tanto altro, la Skoda percorre stupita e si guarda anche lei intorno, le fotografie non rendono giustizia allo splendore del creato!
Fort William è solo un passaggio rapido, senza stop, il sole sta calando (sono ben le 15.30) e proseguiamo sul lago di Lochness ormai quasi al buio. Ehi ma cosa spunta dal lago? Con tre gobbe? Collo lungo? Ehi ma... ma... Eeee fregati! Non abbiamo visto niente, ma solo perche era troppo buio!
Arriviamo ad Inverness che è quasi ora di cena, capatina in albergo e direzione locali più "in" della zona. Si potrebbe dire più "in-verness"... ah ah ah! Gli autoctoni non capiscono la battuta e quindi ci rimbalzano in tre posti, scopriamo comunque un posticino dove mangiamo molto bene con un cameriere descritto da Sara cosí: " quant'è tenero il cameriere decrepito!" che ci racconta dei tempi passati quando serviva a corte la regina Vittoria.
Ma ora a nanna! Domani salutiamo Nessie e scendiamo a Perth e poi Saint Andrews per terminare a Edinburgh (leggasi Edimburá), nostra ultima tappa scottish!

29 dicembre 2014 - Glasgow - Inverness

Il correttore di bozze Sara mi redarguisce perché non ho sottolineato che Bath è una bella cittadina: in effetti lo è, con case (come sempre uguali l'un l'altra) che seguono le discese e le salite variando d'altezza, parchi... insomma si: sembra bella, traffico a parte!
Stamattina sveglia alle 8 tentando di andare a vedere l'alba di Liverpool... E ci riusciamo, vedendo il sole spuntare dietro l'Albert Dock e sghiacciare le strade dalle gelate mattutine (foto). Una abbondante colazione in albergo (meglio quella di ieri), e la tappa odierna: il museo dei Beatles!
Bello, devo dire, non esageratamente grande ma con allestimenti interessanti soprattutto per la prima parte della vita dei fab4. La loro vita, i primi concerti, la svolta di Amburgo, il successo, per un gruppo che ha cambiato la storia della musica del 900. Mentre siamo nella ricostruzione del Cavern (se ben ricordo) dove si esibivano, parte l'esercitazione anti-incendio! Tutti fuori per dieci minuti, fuga educata all'inglese! Qualche gadget e poi montiamo in macchina, ormai è già mezzogiorno e il viaggio verso Glasgow ci aspetta!
Si aprono panorami mozzafiato, i prati verdi impecorati diventano colline multicolore, con anche delle tonalità di rosso inusuali. Tappa intermedia a Carlisle, dove ci dovrebbe essere da vedere castello e vallo di Adriano... dovrebbe perchè il castello lo troviamo (nulla di che) ma il vallo di Adriano, mentre fa buio, non lo troviamo in questa cittadina. Guide varie e cartelli ci spediscono a 40 km verso Newcastle... li percorriamo ma arriviamo in un viottolo buio, sperduto, unico senso di marcia, intorno al quale, probabilmente , c'è qualcosa! Insomma, non abbiamo visto niente! Un po' scornati ritorniamo verso Carlisle dove prendiamo l'autostrada verso Glasgow, guida Sara e io quindi mi faccio un pisolino!
Entriamo nella fresca Glasgow (meno 2) e troviamo il nostro albergo. Essendo finalmente "presto" (sono quasi le 20) pensiamo a cenare e dopo aver tentato lo "Scotia pub", pieno e non proprio profumatissimo, andiamo a cenare al Cafè Gandolfi, dove un ottimo salmone, ottimo pollo e soprattutto cortesia e finalmente una lingua inglese comprensibile ci preparano per la notte!
Domani grande viaggio: su fino a Inverness, basta autostrade e benvenuti grandi panorami! Sveglia presto e via!

28 dicembre 2014: Liverpool - Glasgow

Ovvero dove incontrare tutta l'Inghilterra in macchina in coda. Ma andiamo con ordine.
Sveglia con colazione all'inglese: mancava giusto l'ovetto (solo perché è arrivato dopo) e per me era già una cena! Ci muoviamo e alle 9.45 siamo a Stonehenge, che ancora vede pochi visitatori e già pochi gradi. Il piccolo bus ci porta direttamente nei millenni prima di Cristo, in un affascinante mistero misterioso sui motivi di questa struttura. Trovo incredibile pensare che migliaia di anni fa conoscessero il solstizio d'estate e d'inverno, i ritmi delle giornate e delle annate, quando erano popolazioni abituate a vivere in caverne e prima dell'età del ferro!
Veramente una gita interessante e degna d'essere stata fatta, e fatta presto soprattutto. Guardando la strada al ritorno, infatti, centinaia di macchine si accalcano all'ingresso o rallentano, creando ingorghi e code che saranno il leit motif odierno.
Puntiamo diretti a Bath, dove i romani avevano instaurato appunto i bagni termali,e appena arrivati scopriamo che è una piccola cittadina di pochi km quadrati con però coda e caos da metropoli. Ci mettiamo circa un'ora a girare con l'auto, riuscendo a vedere da fuori il Royal Crescent (la foto a braccia aperte di Sara) e il resto dall'auto.
Dopo aver fuso il sistema start&stop, puntiamo decisi verso Bristol, a cercare un pasto. Lo troviamo non senza dubbi allo Smugglers pub, dove mangiamo il primo fish&chips della stagione e ci gustiamo la struttura pendente (casa bianca) che mi mette agitazione più del mezzo litro di "espresso" servitomi. Al ritorno riusciamo perfino a convincere un agente della polizia a non farci la multa per divieto di sosta, probabilmente intimorito dal mio inglese incomprensibile da cui spunta ogni tanto un "yes yes, but can you repeat?" degno delle scuole medie (medievali, per meglio dire).
Da lì si monta sulla frizzante Skoda Octavia in versione eco (mappatura che non fa superare i 2000 giri neanche a tavoletta) e ci si mette in un serpentone che ci accompagna a Liverpool ad una media di una decina di miglia orarie, pari circa a trenta imprecazioni all'ora. Una coda infinita di gente che, a questo punto, temo di incontrare domani al banco della colazione a rubarmi le uova.
Liverpool ci accoglie gelidamente e soprattutto, essendo ormai le dieci di sera, a porte chiuse, tante che siamo costretti a mangiare una pizza e tre mini arancini che se viene Zio Provolone da Lorenteggio li schiaffeggia per ore. Avvistiamo però fauna locale, a 0 gradi in vestitini ridotti, senza calze, tacco dodici e polpacci da ciclista, tutte pronte a ballare o a tentare il provino per il Jersey Shore. Programmata la giornata successiva (puntiamo a 80 ore giornaliere di coda di media), tutti in branda!

27 dicembre 2014 - Salisbury - Liverpool

26 dicembre 2014 - Salisbury