Ci svegliamo e Ushuaia si mostra nel suo splendore immersa in un sole fantastico: lo spettacolo dalla terrazza dell’albergo mostra montagne innevate, il mare, il verde delle colline… sono francamente innamorato del paesaggio che Ushuaia ci presenta e ci promettiamo con Sara un ritorno tra diec’anni. “In moto!”, dico io. “Quale moto?!?”, risponde Sara, facendomi lagrimare al ricordo della Transalp. Cattiva!, le dico e lei...
Mi attacca! Mai contraddire Sara!
23 dicembre - Da Ushuaia alla crociera
By Poly
Una giornata tranquilla, il cosiddetto cuscinetto. Ci svegliamo alle 9, giusto in tempo per la colazione e salutare i nuovi amici Alberto e Giulia che lasciamo al loro viaggio di nozze verso il nord con la promessa di incontrarsi a Milano. Auguri!!!
Sara saluta il Lago Argentino dal finestrino
22 dicembre - El Calafate verso Ushuaia
By Poly
Per oggi è prevista la visita al ghiacciaio Perito Moreno, che scopriremo così chiamarsi ovviamente in onore di Francisco Moreno che fu nominato come esperto, come tecnico (perito appunto) all'inizio del '900 nella diatriba tra Cile e Argentina sul possesso della Patagonia: inoltre va aggiunto che lui non vide mai il ghiacciaio, perché si fermò prima! Partiamo alle 9 conoscendo i due italiani Alberto e Giulia in albergo con noi, sposi gemelli del 12 settembre, con più anzianità in quanto sposi al mattino!
Il viaggio è di 60 km e la guida Mariano che ci accompagna ci racconta un sacco di cose della steppa che ci circonda, del lago, del ghiacciaio e di ciò che ci aspetterà poggiando piede nella penisola Magellano (la terra che - a mo' di Bellagio, viene incontro centralmente al ghiacciaio lasciandosi a sinistra e destra due rive (la riva ricca e la riva dei ghiacciai) che poi altro non sono che il Lago Argentino.
Panorami della steppa e dell'interno furgone grazie all'interessante effetto fotografico "parabreeze"
20 dicembre - Perito Moreno
By Poly
Sveglia alle 2.45 per essere pronti, dopo il transfer, all'Aeroparque per il volo verso il Calafate delle 5.15. Ah, notizia importante: passando di notte abbiamo visto che il fiore si chiude davvero di notte e, incredibile, siamo riusciti anche a vedere il Rio de la Plata, il fiume più largo del mondo (ben 220 km). Sara chiede se è di acqua salata o dolce e la guida non ci parla più da lì in poi!
Crollo appena salito sull'aereo mentre Sara legge un po'. Arriviamo alle 8.00 a El Calafate, cittadina circondata da infinita pianura brulla, incastonata tra i laghi creati dai tanti ghiacciai cui si rivolge.
Ci vengono a prendere e ci portano all'albergo dove la proprietaria ci dice che dobbiamo attendere mezzogiorno per la camera. In compenso facciamo la conoscenza con i tre golden retriever della proprietaria, belli paciosi pelosi e arricciati come dovrebbero essere tutti gli ovini.
19 dicembre - Buenos Aires verso El Calafate
By Poly
Questa mattina è l'ultima a Buenos Aires e per questo motivo carichiamo la colazione con lo scopo di rifocillarci nel tardo pomeriggio e saltare la cena, il prossimo volo ha infatti la partenza dall'albergo alle 3.15 di notte!
Spendiamo la mattina alla Ricoleta, il quartiere vicino al quale ci troviamo: case belle, verde, parchi e dog sitter, piste ciclabili per quella che sembra la zona borghese della città. Andiamo a visitare il cimitero monumentale, un insieme di monumenti funerari uno accanto all'altro, tra i quali spiccano i ricordi di tanti presidenti dell'Argentina, sindaci, politici e militari e la più nota Evita Peron.
Il cimitero monumentale
18 dicembre - Buenos Aires
By Poly
Questa mattina compensiamo ancora in parte il jet-lag e ci alziamo alle 9.30 in tempo per la colazione, che vede protagonista Sara di una doppietta di corn-flakes e me di una tripla di würstel e uova strapazzate.
Ci muoviamo nuovamente verso il Teatro Colon che però aveva delle prove in corso e non avremmo potuto vederlo illuminato. Decidiamo di soprassedere e ci rechiamo al palazzo del Governo (Congreso de la Nation) che possiamo vedere da fuori. Imponente e ben tenuto, come tanti luoghi si distingue da ciò che ha intorno: a parte un gigante palazzo nero alle sue spalle (che per rendere l'idea ha lo stesso impatto visivo della nuova Scala a Milano), basta spostare lo sguardo di qualche grado per trovare finestre diroccate, portoni di ruggine, case in decadenza. Lo splendido Senato de la Nacion, alla sua sinistra, contrasta la sua imponenza e pulizia con il sonno di alcuni sfortunati, insieme a materassi e cartoni, direttamente sulle finestre. È una dicotomia continua, uno specchio architetturale e sociale di continua riflessione, in ogni strada.
Ci muoviamo nuovamente verso il Teatro Colon che però aveva delle prove in corso e non avremmo potuto vederlo illuminato. Decidiamo di soprassedere e ci rechiamo al palazzo del Governo (Congreso de la Nation) che possiamo vedere da fuori. Imponente e ben tenuto, come tanti luoghi si distingue da ciò che ha intorno: a parte un gigante palazzo nero alle sue spalle (che per rendere l'idea ha lo stesso impatto visivo della nuova Scala a Milano), basta spostare lo sguardo di qualche grado per trovare finestre diroccate, portoni di ruggine, case in decadenza. Lo splendido Senato de la Nacion, alla sua sinistra, contrasta la sua imponenza e pulizia con il sonno di alcuni sfortunati, insieme a materassi e cartoni, direttamente sulle finestre. È una dicotomia continua, uno specchio architetturale e sociale di continua riflessione, in ogni strada.
Il Palacio de la Nation
17 dicembre - Buenos Aires
By Poly
Sbrigate le formalità di sbarco, amenità e doganità, incontriamo la nostra referente Viviana che coll'autista Alejandro ci porta all'albergo "America's Tower" che ci ospiterà qui nella capitale. Il viaggio in arrivo a Buenos Aires dall'autostrada fa vedere infiniti quartieri popolari e diroccati, alternati a tantissimo verde.
Stanziati nel nostro hotel, all'una pranziamo vicino, alla leggendaria "El Quartito" dove ci prendiamo una empanada de pollo e una pizza margherita, obiettivamente molto buona, croccante e con pomodoro crudo sopra (170 ARS - 1 euro = circa 10 ARS al cambio e 13 ARS al cambio "blu"). Alle pareti le foto di Maradona, del Boca, dell'Argentina, di Tyson e di Foreman a rendere più caratteristico il luogo.
Ci vengono a prendere poi in pulmino e cominciamo a girare per la città. Una visione superficiale ma interessante del quartiere Palermo per giungere alla prima tappa alla Plaza de Majo, dove possiamo rapidamente vedere la Cattedrale Metropolitana, in cui lavorava Papa Francesco (cattedrale bella fuori, i dodici colonnati ben tenuti; dentro direi discreta), e la Casa Rosada, sede del Parlamento. Ci comincia a colpire questa città composta da scorci estremamente moderni (in lontananza Puerto Madeiro) e palazzi ottocenteschi.
Ci vengono a prendere poi in pulmino e cominciamo a girare per la città. Una visione superficiale ma interessante del quartiere Palermo per giungere alla prima tappa alla Plaza de Majo, dove possiamo rapidamente vedere la Cattedrale Metropolitana, in cui lavorava Papa Francesco (cattedrale bella fuori, i dodici colonnati ben tenuti; dentro direi discreta), e la Casa Rosada, sede del Parlamento. Ci comincia a colpire questa città composta da scorci estremamente moderni (in lontananza Puerto Madeiro) e palazzi ottocenteschi.
Un selfino dalla Plaza de Majo
16 dicembre - Buenos Aires
By Poly
Iscriviti a:
Post (Atom)


