Questa mattina compensiamo ancora in parte il jet-lag e ci alziamo alle 9.30 in tempo per la colazione, che vede protagonista Sara di una doppietta di corn-flakes e me di una tripla di würstel e uova strapazzate.
Ci muoviamo nuovamente verso il Teatro Colon che però aveva delle prove in corso e non avremmo potuto vederlo illuminato. Decidiamo di soprassedere e ci rechiamo al palazzo del Governo (Congreso de la Nation) che possiamo vedere da fuori. Imponente e ben tenuto, come tanti luoghi si distingue da ciò che ha intorno: a parte un gigante palazzo nero alle sue spalle (che per rendere l'idea ha lo stesso impatto visivo della nuova Scala a Milano), basta spostare lo sguardo di qualche grado per trovare finestre diroccate, portoni di ruggine, case in decadenza. Lo splendido Senato de la Nacion, alla sua sinistra, contrasta la sua imponenza e pulizia con il sonno di alcuni sfortunati, insieme a materassi e cartoni, direttamente sulle finestre. È una dicotomia continua, uno specchio architetturale e sociale di continua riflessione, in ogni strada.

Il Palacio de la Nation


Scendendo per l'Avenida de Majo incontriamo il famoso Cafe Tortoni, aperto nel 1858 e ancora in piedi! Un posto particolare, arredamento anni '70 in legno, dove puoi prendere dall'insalata al piatto di carne al cocktail. Mi sarei aspettato qualche sottolineatura in più della... età del posto, ma alla fine un passaggio poteva valere la pena!
E così, circumnavigano la Casa Rosada (non è così semplice!) scendiamo verso Puerto Madero, di là del fiume, raggiungibile da un moderno ponte: è un quartiere totalmente moderno, pieno di grattacieli e di abitazioni dei ricchi di oggi (star televisive, calciatori), una city fuori dalla Buenos Aires più classica.

In lontananza, la city di Puerto Madero

Un altro selfino da Puerto Madero con il ponte moderno e la città alle spalle

Vista della casa Rosada "da dietro"

Il nostro obiettivo di oggi pomeriggio è la Plaza de Majo alle 15.30, con la manifestazione delle madri dei desaparesidos. Storia tragica che ritorna agli anni '70 sotto il governo militare, ed oggi ricordata perché mai è stata fatta totale chiarezza su ciò che effettivamente fu fatto. Uomini e donne uccisi in maniere indescrivibili, orfani e bambini strappati ai genitori, per una lotta per la verità che continua oggi e che ogni giovedì vede questo gruppo manifestare ed unirsi.

La manifestazione in Plaza de Majo

Ritorniamo verso l'albergo, provando la metropolitana (che costa 50 ARS) che, per quanto estremamente stipata(Sara ci ha lasciato un braccio!) si è rilevata comunque accogliente e pulita.
La sera puntiamo al classico: una tangueria! Cena e spettacolo di tango presso "El Querandi" dove mangiamo sostanziosamente e assistiamo ad uno show realmente fantastico: 4 musicisti (un eccezionale direttore pianista, bravo e totalmente dentro la musica che suonava, un contrabbasso, una fisarmonica e un violino), 8 ballerini e due cantanti, per uno spettacolo di almeno 2 ore in cui si ripercorre la storia del Tango, con costumi, musiche che ci hanno letteralmente rapito.
Tentiamo un approccio al tango tornando in albergo, ma il massimo che otteniamo è un calcio allo stipite della camera!

Sara mima l'albero ubriaco

17 dicembre - Buenos Aires

Questa mattina compensiamo ancora in parte il jet-lag e ci alziamo alle 9.30 in tempo per la colazione, che vede protagonista Sara di una doppietta di corn-flakes e me di una tripla di würstel e uova strapazzate.
Ci muoviamo nuovamente verso il Teatro Colon che però aveva delle prove in corso e non avremmo potuto vederlo illuminato. Decidiamo di soprassedere e ci rechiamo al palazzo del Governo (Congreso de la Nation) che possiamo vedere da fuori. Imponente e ben tenuto, come tanti luoghi si distingue da ciò che ha intorno: a parte un gigante palazzo nero alle sue spalle (che per rendere l'idea ha lo stesso impatto visivo della nuova Scala a Milano), basta spostare lo sguardo di qualche grado per trovare finestre diroccate, portoni di ruggine, case in decadenza. Lo splendido Senato de la Nacion, alla sua sinistra, contrasta la sua imponenza e pulizia con il sonno di alcuni sfortunati, insieme a materassi e cartoni, direttamente sulle finestre. È una dicotomia continua, uno specchio architetturale e sociale di continua riflessione, in ogni strada.

Il Palacio de la Nation


Scendendo per l'Avenida de Majo incontriamo il famoso Cafe Tortoni, aperto nel 1858 e ancora in piedi! Un posto particolare, arredamento anni '70 in legno, dove puoi prendere dall'insalata al piatto di carne al cocktail. Mi sarei aspettato qualche sottolineatura in più della... età del posto, ma alla fine un passaggio poteva valere la pena!
E così, circumnavigano la Casa Rosada (non è così semplice!) scendiamo verso Puerto Madero, di là del fiume, raggiungibile da un moderno ponte: è un quartiere totalmente moderno, pieno di grattacieli e di abitazioni dei ricchi di oggi (star televisive, calciatori), una city fuori dalla Buenos Aires più classica.

In lontananza, la city di Puerto Madero

Un altro selfino da Puerto Madero con il ponte moderno e la città alle spalle

Vista della casa Rosada "da dietro"

Il nostro obiettivo di oggi pomeriggio è la Plaza de Majo alle 15.30, con la manifestazione delle madri dei desaparesidos. Storia tragica che ritorna agli anni '70 sotto il governo militare, ed oggi ricordata perché mai è stata fatta totale chiarezza su ciò che effettivamente fu fatto. Uomini e donne uccisi in maniere indescrivibili, orfani e bambini strappati ai genitori, per una lotta per la verità che continua oggi e che ogni giovedì vede questo gruppo manifestare ed unirsi.

La manifestazione in Plaza de Majo

Ritorniamo verso l'albergo, provando la metropolitana (che costa 50 ARS) che, per quanto estremamente stipata(Sara ci ha lasciato un braccio!) si è rilevata comunque accogliente e pulita.
La sera puntiamo al classico: una tangueria! Cena e spettacolo di tango presso "El Querandi" dove mangiamo sostanziosamente e assistiamo ad uno show realmente fantastico: 4 musicisti (un eccezionale direttore pianista, bravo e totalmente dentro la musica che suonava, un contrabbasso, una fisarmonica e un violino), 8 ballerini e due cantanti, per uno spettacolo di almeno 2 ore in cui si ripercorre la storia del Tango, con costumi, musiche che ci hanno letteralmente rapito.
Tentiamo un approccio al tango tornando in albergo, ma il massimo che otteniamo è un calcio allo stipite della camera!

Sara mima l'albero ubriaco