Questa mattina è l'ultima  a Buenos Aires e per questo motivo carichiamo la colazione con lo scopo di rifocillarci nel tardo pomeriggio e saltare la cena, il prossimo volo ha infatti la partenza dall'albergo alle 3.15 di notte!
Spendiamo la mattina alla Ricoleta, il quartiere vicino al quale ci troviamo: case belle, verde, parchi e dog sitter, piste ciclabili per quella che sembra la zona borghese della città. Andiamo a visitare il cimitero monumentale, un insieme di monumenti funerari uno accanto all'altro, tra i quali spiccano i ricordi di tanti presidenti dell'Argentina, sindaci, politici e militari e la più nota Evita Peron.

Il cimitero monumentale


Particolare del mausoleo di Evita Peron

Cominciamo quindi con un lungo cammino a piedi, che ci porta a incontrare nuovamente la facoltà di diritto e "il fiore", scultura dall'omonima forma che si apre di giorno e - dicono! - si chiude di notte.

La facoltà di diritto

Selfone del giorno davanti al fiore

Particolare del fiore che per inquadrare noi s'era sfocato

Più che una panchina, una pancona!

Giungiamo quindi al secondo obiettivo, che è il Giardino Giapponese, costruito nel 1967 per la visita del principe giapponese Akihito (attuale imperatore) a Buenos Aires. E' un piccolo parco intorno ad un laghetto in verità un po' melmoso e pieno di carpe giganti, ponticelli e belle aioule fiorite delimitati da gruppetti di sassi. Rilassante, comunque!

Dal Jardin Japonese, i grattacieli che ci guardano

Jardin Japanese, per chi suona la campana

Sempre Jardin Japonese, una bella foto fatta da Sara

Decidiamo di provare l'ebbrezza del taxi e ci facciamo riportare al Teatro Colon, decidendo di entrarci a visitarlo (costa 160 ARG) dopo una piccola empanada de pollo come aperitivo. Il teatro è splendido. Costruito da due architetti italiani e uno francese, ha all'interno mosaici di Venezia sul pavimenti, marmi di carrara sulle scale e alla base delle colonne, e sale dorate sfavillanti. Busti dei grandi musicisti, Beethoven, Mozart, Rossini, Verdi, statue in marmo accompagnano i grandi corridoi illuminati da colorate vetrate. E poi l'auditorium, che ahimé vediamo buio a causa di prove di uno spettacolo, che si sviluppa in altezza per 7 piani, portando la capienza del teatro a 3.000 persone. Visitiamo il palco reale sentendoci anche noi dei grandi principi o influenti politici, anche perché alla notizia che siamo italiani tutti ci guardano come se fossimo anche noi dei maestri d'opera o dei Bernini!

Teatro Colon, il busto di Mozart

Teatro Colon: brutti musi

Terminata l'oretta di giro, decidiamo di fare l'ultimo tentativo di vedere il fiume, e scendiamo giù oltre Puerto Madero per arrivare alla Reserva Ecologica Costanera Sur. Speravamo fosse un parco con un percorso a costeggiare il Rio de la Plata, in realtà è sì un parco ma un po' fine a se stesso e dopo mezz'ora facciamo marcia indietro con le pive (e qualche vescica) nel sacco.

Reserva ecologica Costanera Sur

Con un altro taxi torniamo al "El Quartito" a prendere l'ultimo pasto a Buenos Aires, ci mangiamo la nostra abituale Margherita con un empanada e torniamo in camera dove, ridendo scherzando e camminando, si è fatta quasi sera.
Una puntata di House of Cards (finita la seconda stagione!) e ci prepariamo al rapido sonno con la sveglia alle 2.30 per la partenza verso El Calafate!

18 dicembre - Buenos Aires

Questa mattina è l'ultima  a Buenos Aires e per questo motivo carichiamo la colazione con lo scopo di rifocillarci nel tardo pomeriggio e saltare la cena, il prossimo volo ha infatti la partenza dall'albergo alle 3.15 di notte!
Spendiamo la mattina alla Ricoleta, il quartiere vicino al quale ci troviamo: case belle, verde, parchi e dog sitter, piste ciclabili per quella che sembra la zona borghese della città. Andiamo a visitare il cimitero monumentale, un insieme di monumenti funerari uno accanto all'altro, tra i quali spiccano i ricordi di tanti presidenti dell'Argentina, sindaci, politici e militari e la più nota Evita Peron.

Il cimitero monumentale


Particolare del mausoleo di Evita Peron

Cominciamo quindi con un lungo cammino a piedi, che ci porta a incontrare nuovamente la facoltà di diritto e "il fiore", scultura dall'omonima forma che si apre di giorno e - dicono! - si chiude di notte.

La facoltà di diritto

Selfone del giorno davanti al fiore

Particolare del fiore che per inquadrare noi s'era sfocato

Più che una panchina, una pancona!

Giungiamo quindi al secondo obiettivo, che è il Giardino Giapponese, costruito nel 1967 per la visita del principe giapponese Akihito (attuale imperatore) a Buenos Aires. E' un piccolo parco intorno ad un laghetto in verità un po' melmoso e pieno di carpe giganti, ponticelli e belle aioule fiorite delimitati da gruppetti di sassi. Rilassante, comunque!

Dal Jardin Japonese, i grattacieli che ci guardano

Jardin Japanese, per chi suona la campana

Sempre Jardin Japonese, una bella foto fatta da Sara

Decidiamo di provare l'ebbrezza del taxi e ci facciamo riportare al Teatro Colon, decidendo di entrarci a visitarlo (costa 160 ARG) dopo una piccola empanada de pollo come aperitivo. Il teatro è splendido. Costruito da due architetti italiani e uno francese, ha all'interno mosaici di Venezia sul pavimenti, marmi di carrara sulle scale e alla base delle colonne, e sale dorate sfavillanti. Busti dei grandi musicisti, Beethoven, Mozart, Rossini, Verdi, statue in marmo accompagnano i grandi corridoi illuminati da colorate vetrate. E poi l'auditorium, che ahimé vediamo buio a causa di prove di uno spettacolo, che si sviluppa in altezza per 7 piani, portando la capienza del teatro a 3.000 persone. Visitiamo il palco reale sentendoci anche noi dei grandi principi o influenti politici, anche perché alla notizia che siamo italiani tutti ci guardano come se fossimo anche noi dei maestri d'opera o dei Bernini!

Teatro Colon, il busto di Mozart

Teatro Colon: brutti musi

Terminata l'oretta di giro, decidiamo di fare l'ultimo tentativo di vedere il fiume, e scendiamo giù oltre Puerto Madero per arrivare alla Reserva Ecologica Costanera Sur. Speravamo fosse un parco con un percorso a costeggiare il Rio de la Plata, in realtà è sì un parco ma un po' fine a se stesso e dopo mezz'ora facciamo marcia indietro con le pive (e qualche vescica) nel sacco.

Reserva ecologica Costanera Sur

Con un altro taxi torniamo al "El Quartito" a prendere l'ultimo pasto a Buenos Aires, ci mangiamo la nostra abituale Margherita con un empanada e torniamo in camera dove, ridendo scherzando e camminando, si è fatta quasi sera.
Una puntata di House of Cards (finita la seconda stagione!) e ci prepariamo al rapido sonno con la sveglia alle 2.30 per la partenza verso El Calafate!