Ebbene sì, amici, abbiamo fatto l'ultima notte in campeggio. Grazie all'ingegnosa Sara la tenda diventa perfettamente isolata dal mondo, tappando anche il buco/presa d'aria vicino ai piedi. La temperatura quindi rimane più alta, ed anche la Dacia Duster parcheggiata di lato tiene botta contro il vento. A parte la carenza di ossigeno la mattina, tutto ok e pronti a ripartire.

Oggi prevediamo tutto il giro del fiordo a nord di Akureyri, per giungere dall'altra parte. Uno stop di refill al supermercato, qualche corona di gasolio e partiamo.
29/07 da Akureyri a Svinavatn
By Poly
Abbiamo avuto qualche vicissitudine nella doccia (queste cose a tempo io faccio fatica a capirle, e infatti sono rimasto insaponato che poi nel sacco a pelo sgusciavo come un'anguilla) ma la notte è stata fresca ma non male. Dal campeggio abbiamo fatto il giro del lago dall'altra parte per tornare a Eglisstadir, in direzione della cascata Dettifoss. Il viaggio è lungo e arriviamo in un paio d'ore, scegliendo però il lato del fiume sbagliato... ed alla fine ci ritroviamo a fare i conti con la benzina. In realtà le due tacche ci coprono per altri 200 Km ma la vicinanza della spia 'riserva', non vedendo distributori da chilometri, mette qualche pensiero!

27/7 Da Eglisstadir a Reykjahlid (Lago Myvatn)
By Poly
Intanto una comunicazione di servizio: abbiamo superato i 1.000 chilometri! E dopo le botte che la Dacia ha preso ieri pomeriggio, già è un traguardo!

Nottata ventosa e più fredda di ieri (ho avuto un filo di freddo anch'io), ancora piovicchiosa ma lo svegliarsi asciutti è già un'importante consolazione. Una lavata rapida (situazione bagni non pessima, ma numericamente molto limitati per un campeggio enorme) e ripartiamo.
Visita al paese di Höfn: ragas, già qui si parla di piccoli supermercati e perfino di un Fablab! Che chi non sa che cos'è, sappia che è una roba da maker... da DIY... artigiani digitali? Va beh mamma quando torniamo te lo spiega Sara. Piccolo refill al supermercatino e partenza!
Prima tappa molto lontana e praticamente costeggiamo i fiordi del sud-est dell'Islanda.
Una strada fantastica, che alterna ghiacciai, colline, pecore invadenti, rocce sul mare, isolotti, casette colorate ed isolate e - Sara dixit - anche due alci. Ma il percorso è troppo eccitante e io a mezzogiorno prendo il posto del passeggero e dormo un'oretta.
Sara, descrivi quell'ora di viaggio! "Ridevo perché avevi (riferimento a Paolo Arosio, NdR) su per metà il cappellino sugli occhi e avevi la bocca aperta, e volevo fare le foto dalla tua parte del finestrino, ma avevo paura che ti spaventassi, tirando giù il vetro, e gettassi fuori il cappellino!" Sara continua ricordando un "panorama sempre mozzafiato, con una semplice ma divertente strada sterrata: abbiamo fatto il perimetro di un bel fiordo!"
26/07 da Höfn a Egilsstadir
By Poly
Siamo sopravvissuti alla prima notte di campeggio in Islanda: questo è già un buon risultato! La pioggia con il suo tap tap sulla tenda non penetra sui nostri giacigli e il freddo non è così folle come temuto: va detto che io me la cavo - e a tratti ho proprio caldo - con tuta e magliettina, mentre Sara con pigiamone invernale, maglione di pelo, cappellino e calzettoni col fondo in acciaio inox, patisce anche freddo. Stasera, già che l'abbigliamento è questo, proveremo a metterle anche le ciaspole.
Alle 8 siamo svegli e pimpanti e sotto un po' di pioggerellina smontiamo la tenda, non rimpiangendo i servizi del campeggio che sono di bassa qualità. Siamo pronti per la prima tappa, che è la spiaggia di Vik, nera distesa di sabbia con tre grandi faraglioni a dominarla.
25/7 da Vik a Höfn
By Poly
Ci svegliamo verso le 8.30 locali e, come dicono qui, ci sono un po' di nüvol, l'è nüvolös. Colazione base, carico di carboidrati per la giornata e via!

Prima tappa la sede di Reykjavik del noleggio auto, che mancava il navigatore... arriviamo e ci dicono che non ne hanno più e ci rifonderanno... Per fortuna che ce la caviamo col vecchio IPhone!
Sapendo di stare in giro un po' frikettoni facciamo una spesa di sicurezza con generi di prima necessità e di prima colazione. Prezzi non particolarmente popolari ma ce lo aspettavamo. Il piano è quello di fare il giro di tutta l'isola in senso antiorario seguendo principalmente la famosa Ring Road 1 e concedendo un po' di deviazioni su tracciati sterrati interni. Dirigiamo quindi la nostra Dacia Duster in direzione del Golden Circol, un percorso circolare che si snoda nell'entroterra vicino e che ci immetterà poi sulla 1.
La prima tappa è il pingvellir, parco nazionale tagliato a metà dalla faglia americana e da quella europea. L'abbiamo attraversato sotto il diluvio, e la visita alla splendida Öxarárfoss è stata effettivamente umida! Ma goduta!
24/07 - da Reykjavik a Vik
By Poly
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