Sbrigate le formalità di sbarco, amenità e doganità, incontriamo la nostra referente Viviana che coll'autista Alejandro ci porta all'albergo "America's Tower" che ci ospiterà qui nella capitale. Il viaggio in arrivo a Buenos Aires dall'autostrada fa vedere infiniti quartieri popolari e diroccati, alternati a tantissimo verde.
Stanziati nel nostro hotel, all'una pranziamo vicino, alla leggendaria "El Quartito" dove ci prendiamo una empanada de pollo e una pizza margherita, obiettivamente molto buona, croccante e con pomodoro crudo sopra (170 ARS - 1 euro = circa 10 ARS al cambio e 13 ARS al cambio "blu"). Alle pareti le foto di Maradona, del Boca, dell'Argentina, di Tyson e di Foreman a rendere più caratteristico il luogo.
Ci vengono a prendere poi in pulmino e cominciamo a girare per la città. Una visione superficiale ma interessante del quartiere Palermo per giungere alla prima tappa alla Plaza de Majo, dove possiamo rapidamente vedere la Cattedrale Metropolitana, in cui lavorava Papa Francesco (cattedrale bella fuori, i dodici colonnati ben tenuti; dentro direi discreta), e la Casa Rosada, sede del Parlamento. Ci comincia a colpire questa città composta da scorci estremamente moderni (in lontananza Puerto Madeiro) e palazzi ottocenteschi.
Ci vengono a prendere poi in pulmino e cominciamo a girare per la città. Una visione superficiale ma interessante del quartiere Palermo per giungere alla prima tappa alla Plaza de Majo, dove possiamo rapidamente vedere la Cattedrale Metropolitana, in cui lavorava Papa Francesco (cattedrale bella fuori, i dodici colonnati ben tenuti; dentro direi discreta), e la Casa Rosada, sede del Parlamento. Ci comincia a colpire questa città composta da scorci estremamente moderni (in lontananza Puerto Madeiro) e palazzi ottocenteschi.
Il salto più importante lo abbiamo visitando La Boca, quartiere estremamente colorato che alterna case obiettivamente in cattive condizioni a palazzi pieni di colori, di rappresentazioni di calciatori, di magliette del Boca ovunque.
Lo stadio di allenamento del Boca
Ci colpisce ovviamente il Caminito, questa strada con artisti che espongono i propri dipinti, ballerini di tango e, appunto, colori a non finire! La guida ci sottolinea come si siano attraversati quartieri dai più poveri ai più ricchi, e in effetti l'architettura già lo conferma.
Sara saluta dal coloratisimo quartiere di La Boca
Rientrando ci facciamo lasciare all'Obelisco, che avevamo intravisto la mattina, e visitiamo da fuori il Teatro Colon che, essendo ormai le 17.00, è chiuso al pubblico.
Un paio di indicazioni per la serata ci invitano a puntare a mangiare carne a "El Establo", abbastanza vicino a noi. Carne buona ma forse non troppo al sangue, dovevamo specificarlo meglio. Non la miglior carne della mia vita, ma più che discreta anche nel rapporto qualità prezzo (600 ARS + 10% di mancia più o meno esplicitata dal cameriere).
Rientro in camera a mediare con i vari fusi orari, pronti per ripartire con la visita della città domani!


