Diciamocelo: bello, bellissimo il Sassolungo, lo rifarei ancora. Ma spacca le gambe, sono tante ore di cammino e le pendenze... ci sono! Allora per oggi decidiamo di lasciare che i km se li mangi la Transalp, e faremo quel percorso fatto mille volte d'inverno: il giro dei 4 passi (il Sella, il Campolongo, il Pordoi e il Gardena).
Decidiamo per il giro orario, cominciando con il Sella: "ehi ma c'é la forcella del Sassolungo, potremmo..." - "nooooo" mi interrompe Sara! Passato il Sella (2.240 m) la strada ci porta rapidamente al Pordoi (2.239 m) e ad Arabba. Abbiamo in testa di fare una salita con gli ovetti "ma dalla cima c'é poi un'ora di camminata per arrivare ai rifugi"... ecco signora grazie ma siamo a posto! Un cafferino e decidiamo per una deviazione: invece che continuare per il Campolongo (che renderebbe il giro dei 4 passi rapido rapido - non ripeto qui ancora la preziosa e precisa guida della Transalp) puntiamo ad allargare il giro verso il passo Falzarego, e mirare a Cortina. Molto molto bella la strada giù dal Falzarego (2.109 m), il percorso verso Cortina ha anche un paio di rettilinei su cui sverniciare camper e auto, e in men che non si dica, a circa mezzogiorno, mettiamo piede a Cortina. Una volta capito come raggiungere il centro, praticamente sembra di stare in viale Misurata la mattina mentre giungi in piazza Napoli, riusciamo a parcheggiare e facciamo due passi nella area pedonale (forse "area C"?). Bella cittadina, alcune sculture in ferro un po' particolari costeggiano una splendida chiesa, bei negozi (chiusi: mah!) e qualche sborone, non tanti a dire il vero, che ti fa ricordare quanto siamo fortunati a essere lì. Mangiamo in piazza, canederli per Sara e pappardelle con funghi e speck per me, prezzi allineati e sole che scalda un po' la pelata.
Ripartiamo che neanche sono le 14, ripercorriamo il Falzarego ma invece che tornare indietro per fare il Campolongo, puntiamo al passo Val Parola (2.192 m), direzione Corvara. La strada é spettacolosa, attraverso San Cassiano e La Villa, curve da allacciarsi tra loro e temperatura ideale. É il tratto di strada che ho apprezzato di più. A Corvara facciamo un rapido giro osservativo dalla moto, qualche foto e continuiamo in direzione Gardena. Ma passa pochissimo e arriviamo al ristorante Mesoles... ricordi invernali di pranzi durante le tappe del Sellaronda ci invitano almeno ad assaggiare uno strudel. A pancia ancora più piena ripartiamo (io sono un po' assonnato) ma siamo dietro ad un pullman fino al passo Gardena (2.121 m), e così non me lo godo, poi una roulotte a scendere, e poi il bus di linea fino al bivio di Plan de Gralba tra Sella e Gardena... Capita! Tanto erano gli ultimi metri prima del ritorno al garni.
Alla sera usciamo con Roberto, Fabiana e la sig.ra Laura e andiamo a mangiare a San Pietro in Laion. Buon ristorante, io mi scofano delle mezzelune di magro fatte in casa e uno stinco, mentre Sara assaggia il filetto di cervo che Giorgio aveva tanto decantato: buono! Ringraziamo della cena i nostri amici e nel diluvio universale torniamo al garni.
Decidiamo per il giro orario, cominciando con il Sella: "ehi ma c'é la forcella del Sassolungo, potremmo..." - "nooooo" mi interrompe Sara! Passato il Sella (2.240 m) la strada ci porta rapidamente al Pordoi (2.239 m) e ad Arabba. Abbiamo in testa di fare una salita con gli ovetti "ma dalla cima c'é poi un'ora di camminata per arrivare ai rifugi"... ecco signora grazie ma siamo a posto! Un cafferino e decidiamo per una deviazione: invece che continuare per il Campolongo (che renderebbe il giro dei 4 passi rapido rapido - non ripeto qui ancora la preziosa e precisa guida della Transalp) puntiamo ad allargare il giro verso il passo Falzarego, e mirare a Cortina. Molto molto bella la strada giù dal Falzarego (2.109 m), il percorso verso Cortina ha anche un paio di rettilinei su cui sverniciare camper e auto, e in men che non si dica, a circa mezzogiorno, mettiamo piede a Cortina. Una volta capito come raggiungere il centro, praticamente sembra di stare in viale Misurata la mattina mentre giungi in piazza Napoli, riusciamo a parcheggiare e facciamo due passi nella area pedonale (forse "area C"?). Bella cittadina, alcune sculture in ferro un po' particolari costeggiano una splendida chiesa, bei negozi (chiusi: mah!) e qualche sborone, non tanti a dire il vero, che ti fa ricordare quanto siamo fortunati a essere lì. Mangiamo in piazza, canederli per Sara e pappardelle con funghi e speck per me, prezzi allineati e sole che scalda un po' la pelata.
Ripartiamo che neanche sono le 14, ripercorriamo il Falzarego ma invece che tornare indietro per fare il Campolongo, puntiamo al passo Val Parola (2.192 m), direzione Corvara. La strada é spettacolosa, attraverso San Cassiano e La Villa, curve da allacciarsi tra loro e temperatura ideale. É il tratto di strada che ho apprezzato di più. A Corvara facciamo un rapido giro osservativo dalla moto, qualche foto e continuiamo in direzione Gardena. Ma passa pochissimo e arriviamo al ristorante Mesoles... ricordi invernali di pranzi durante le tappe del Sellaronda ci invitano almeno ad assaggiare uno strudel. A pancia ancora più piena ripartiamo (io sono un po' assonnato) ma siamo dietro ad un pullman fino al passo Gardena (2.121 m), e così non me lo godo, poi una roulotte a scendere, e poi il bus di linea fino al bivio di Plan de Gralba tra Sella e Gardena... Capita! Tanto erano gli ultimi metri prima del ritorno al garni.
Alla sera usciamo con Roberto, Fabiana e la sig.ra Laura e andiamo a mangiare a San Pietro in Laion. Buon ristorante, io mi scofano delle mezzelune di magro fatte in casa e uno stinco, mentre Sara assaggia il filetto di cervo che Giorgio aveva tanto decantato: buono! Ringraziamo della cena i nostri amici e nel diluvio universale torniamo al garni.




