Oggi ancor di più l'aria delle Dolomiti mi é particolarmente familiare. Le previsioni minacciano pioggia dalle 16, anche se speriamo si sbaglino nuovamente. Decisione: il giro del Sassolungo.
Ore 9.30 la Transalp ha già portato Sara e me al passo Sella.
Ore 9.31 Sara domanda se il tratto che porta dai 2.180 metri del Sella ai 2.680 della forcella del Sassolungo (rif. Demetz) si possano effettuare con l'agevole cabinovia da 15 minuti di percorrenza.
Ore 9.32 con ars oratoria convinco Sara che no, non é così difficile come sembra. Lei tituba, traccheggia. Ma poi cede.
Ore 9.45 si parte.
La frase "siamo praticamente a metà" la dico almeno venti volte. "Guarda quanta strada abbiamo già fatto" é seconda in graduatoria.
Ore 11.00, in anticipo sul tempo previsto, scaliamo l'ultima roccia e arriviamo in cima. La soddisfazione é veramente tanta: guardandosi indietro ci chiediamo se effettivamente abbiamo percorso noi quella salita così impervia.
Ore 11.30 si scende dall'altro versante, obiettivo rifugio Vicenza.
Percorso di discesa roccioso, un po' di "coda" sulla prima parte della discesa, d'altronde é un classico delle partenze intelligenti, e qualche nostra petulanza a famiglie che non hanno l'idea del silenzio im montagna e comunicano tra loro a decine di metri di distanza con l'ausilio delle voci soprano dei propri figli.
Ore 12.30 siamo al Vicenza, continueremmo a scendere ma il dubbio di arrivare stremati al rifugio Comici per le 14 ci invita ad assaggiare un gulash con polenta (evvai!) ed un minestrone con wurstel. Rinfrancati e ristorati ripartiamo. Qui il sentiero é più agevole.
Ore 14.30 siamo all'altezza del Seura, stando sulla costa del Sassolungo. Ci sediamo perché cinque minuti da fermi di panorama qui sono inevitabili. Siamo adesi al Sassolungo, ne tastiamo le rocce e sentiamo l'acqua che ne scende. Guardare in alto da vertigini.
Ore 15.00 siamo al rifugio Comici, per un succo di frutta.
Ore 15.20 si riparte e si abbandona di qualche decina di metri il nostro monte. Qualche salita ancora per giungere, insieme ad alcune mucche, alla città dei sassi, passeggiata molto semplice (é la pista di sci estiva del Sellaronda)
Ore 16.00 di nuovo al Passo Sella. Sembra incredibile ma siamo ancora qua! E riguardare da sotto la forcella del Sassolungo, saremo ripetitivi, ma ci riempie d'orgoglio!
Tornati a Santa Cristina sentiamo le gambe pesanti e affaticate... una pizza (ottima) alla Tambra e tutti in branda!

12 agosto 2013: il Sassolungo


Oggi ancor di più l'aria delle Dolomiti mi é particolarmente familiare. Le previsioni minacciano pioggia dalle 16, anche se speriamo si sbaglino nuovamente. Decisione: il giro del Sassolungo.
Ore 9.30 la Transalp ha già portato Sara e me al passo Sella.
Ore 9.31 Sara domanda se il tratto che porta dai 2.180 metri del Sella ai 2.680 della forcella del Sassolungo (rif. Demetz) si possano effettuare con l'agevole cabinovia da 15 minuti di percorrenza.
Ore 9.32 con ars oratoria convinco Sara che no, non é così difficile come sembra. Lei tituba, traccheggia. Ma poi cede.
Ore 9.45 si parte.
La frase "siamo praticamente a metà" la dico almeno venti volte. "Guarda quanta strada abbiamo già fatto" é seconda in graduatoria.
Ore 11.00, in anticipo sul tempo previsto, scaliamo l'ultima roccia e arriviamo in cima. La soddisfazione é veramente tanta: guardandosi indietro ci chiediamo se effettivamente abbiamo percorso noi quella salita così impervia.
Ore 11.30 si scende dall'altro versante, obiettivo rifugio Vicenza.
Percorso di discesa roccioso, un po' di "coda" sulla prima parte della discesa, d'altronde é un classico delle partenze intelligenti, e qualche nostra petulanza a famiglie che non hanno l'idea del silenzio im montagna e comunicano tra loro a decine di metri di distanza con l'ausilio delle voci soprano dei propri figli.
Ore 12.30 siamo al Vicenza, continueremmo a scendere ma il dubbio di arrivare stremati al rifugio Comici per le 14 ci invita ad assaggiare un gulash con polenta (evvai!) ed un minestrone con wurstel. Rinfrancati e ristorati ripartiamo. Qui il sentiero é più agevole.
Ore 14.30 siamo all'altezza del Seura, stando sulla costa del Sassolungo. Ci sediamo perché cinque minuti da fermi di panorama qui sono inevitabili. Siamo adesi al Sassolungo, ne tastiamo le rocce e sentiamo l'acqua che ne scende. Guardare in alto da vertigini.
Ore 15.00 siamo al rifugio Comici, per un succo di frutta.
Ore 15.20 si riparte e si abbandona di qualche decina di metri il nostro monte. Qualche salita ancora per giungere, insieme ad alcune mucche, alla città dei sassi, passeggiata molto semplice (é la pista di sci estiva del Sellaronda)
Ore 16.00 di nuovo al Passo Sella. Sembra incredibile ma siamo ancora qua! E riguardare da sotto la forcella del Sassolungo, saremo ripetitivi, ma ci riempie d'orgoglio!
Tornati a Santa Cristina sentiamo le gambe pesanti e affaticate... una pizza (ottima) alla Tambra e tutti in branda!