Ecco appunto… la tenda aperta! Alle 4 ZOING, the breaking dawn (non nel senso del film di twilight!) nel senso che irrompe l’alba nella nostra cabina e Sara si sveglia. Paolo no perché avendo il letto più distante e la testa nel cuscino non vede nulla… fino alle 5.00 quando ormai la luce si fa sempre più forte per tutti. Al momento della sveglia, alle 6.00, praticamente è il sole di mezzogiorno!
Frugale colazione con un thé e siamo pronti al primo sbarco, appuntamento 6.45! Organizzazione del tutto, spiegazioni e imbragatura. I nostri eroi Sara e Paolo sono così vestiti. Paolo: scarpa da trekking Decathlon, calzino lungo normale poiché dimenticati quelli da neve, calzamaglia, jeans, pantaloni impermeabili da moto; veste poi magliettina aderente nera, sottogiacca nero (sì: sembra un diabolik con la pancia), giacca antivento decathlon, sopragiacca da moto, giubbotto da salvataggio: un omino michelin nero. Sara veste scarpa da trekking, calzettoni pesantissimi, calzamaglia, jeans e pantamoto; poi maglia termica con collo alto, golf di baby alpaca, piumino antivento, giacca da moto, scaldacollo, guanti, cappello e giubbottino di salvataggio: la moglie del citato omino michelin!

I gommoni Zodiac vengono scaricati e ci aspettano per la discesa


Eccoli all'arrivo a Capo Horn

Beh, a farla breve, ci portano all’isola di Horn coi gommoni, c’è poi un sentierone gradinato da salire, e poi… e poi è difficile dirvelo. C’è il simbolo di capo Horn, l’albatros, a ricordo (e memento) di tutti coloro che si imbarcano e magari ci abbandonano. C’è il faro di capo Horn. C’è che, oltre a quello che possiamo toccare, su cui possiamo poggiare i nostri passi e calcare i nostri piedi, oltre a quello c’è solo l’Antartide. Siamo al capo più a Sud del mondo, sotto di quello c’è solo il deserto innevato. Fino al 1914, all’apertura del canale di Panama, era il passaggio merci obbligato e più usato, oggi capo Horn è un capo per le sfide, per i coraggiosi, per chi lotta contro se stesso e i propri limiti. Una vista eccezionale, un ricordo indelebile!

Ed eccoci, a Capo Horn

La statua simbolo

Sara scruta l'orizzonte...

... e Paolo fa lo stesso

Sara, sei la fine del mondo!

La statua rappresenta l'albatros. Sotto, diabolik in black suite

Happy honey moon to Paolo

Happy honey moon to Sara

Rientriamo per una colazioncina leggera (seee, come no) e ci aspetta un bel video di “Antarctic Adventure”. Sara lo segue in inglese, Paolo va a dormire invece a quello in Spagnolo.

24 dicembre (mattino) - Capo Horn

Ecco appunto… la tenda aperta! Alle 4 ZOING, the breaking dawn (non nel senso del film di twilight!) nel senso che irrompe l’alba nella nostra cabina e Sara si sveglia. Paolo no perché avendo il letto più distante e la testa nel cuscino non vede nulla… fino alle 5.00 quando ormai la luce si fa sempre più forte per tutti. Al momento della sveglia, alle 6.00, praticamente è il sole di mezzogiorno!
Frugale colazione con un thé e siamo pronti al primo sbarco, appuntamento 6.45! Organizzazione del tutto, spiegazioni e imbragatura. I nostri eroi Sara e Paolo sono così vestiti. Paolo: scarpa da trekking Decathlon, calzino lungo normale poiché dimenticati quelli da neve, calzamaglia, jeans, pantaloni impermeabili da moto; veste poi magliettina aderente nera, sottogiacca nero (sì: sembra un diabolik con la pancia), giacca antivento decathlon, sopragiacca da moto, giubbotto da salvataggio: un omino michelin nero. Sara veste scarpa da trekking, calzettoni pesantissimi, calzamaglia, jeans e pantamoto; poi maglia termica con collo alto, golf di baby alpaca, piumino antivento, giacca da moto, scaldacollo, guanti, cappello e giubbottino di salvataggio: la moglie del citato omino michelin!

I gommoni Zodiac vengono scaricati e ci aspettano per la discesa


Eccoli all'arrivo a Capo Horn

Beh, a farla breve, ci portano all’isola di Horn coi gommoni, c’è poi un sentierone gradinato da salire, e poi… e poi è difficile dirvelo. C’è il simbolo di capo Horn, l’albatros, a ricordo (e memento) di tutti coloro che si imbarcano e magari ci abbandonano. C’è il faro di capo Horn. C’è che, oltre a quello che possiamo toccare, su cui possiamo poggiare i nostri passi e calcare i nostri piedi, oltre a quello c’è solo l’Antartide. Siamo al capo più a Sud del mondo, sotto di quello c’è solo il deserto innevato. Fino al 1914, all’apertura del canale di Panama, era il passaggio merci obbligato e più usato, oggi capo Horn è un capo per le sfide, per i coraggiosi, per chi lotta contro se stesso e i propri limiti. Una vista eccezionale, un ricordo indelebile!

Ed eccoci, a Capo Horn

La statua simbolo

Sara scruta l'orizzonte...

... e Paolo fa lo stesso

Sara, sei la fine del mondo!

La statua rappresenta l'albatros. Sotto, diabolik in black suite

Happy honey moon to Paolo

Happy honey moon to Sara

Rientriamo per una colazioncina leggera (seee, come no) e ci aspetta un bel video di “Antarctic Adventure”. Sara lo segue in inglese, Paolo va a dormire invece a quello in Spagnolo.