I gommoni ci portano verso il ghiacciaio Aguila
Giungiamo quindi abbastanza rapidamente a pranzo, mentre la barca naviga le acque dello stretto di Magellano e si infila a portarci a conoscere il ghiacciaio Aguila. Scendiamo alle 15.30 sugli zodiac e con l’inseparabile Diana, nostra guida poli-multi-lingue, ci incamminiamo. Come vedete anche dalle fotografie, sia nella guida che in Sara c’è molta attenzione agli elementi naturali: bacche, piantine, mini-cozze e quant’altro che abbellisce l’isola. La passeggiata è breve e costeggia il fiume che vediamo entrare nel mare. E’ l’acqua del ghiacciaio che si scioglie e, voltato l’angolo della sua foce, lo vediamo specchiarsi nel suo laghetto, imponente come – ormai l’abbiamo capito – solo un ghiacciaio sa essere.
Accozzaglia di cozze cozzose e piccolissime!
La nave un po' lontana, ad evitare le secche
"Cosa stai cercando Paolo? Ce l'ho io!"
Foto per salvaschermo...
Va detto, non è il Perito Moreno, che sfugge allo sguardo dandosi enfasi di infinito; è un ghiacciaio più piccolo, con un fronte finito e definito, ma lo vediamo da molto più vicino, lo vediamo proprio dai suoi piedi, visto che finisce esattamente dove siamo noi. Non c’è il lago argentino che non ci fa capire cosa succederà, c’è proprio il muro del ghiacciaio. Intorno la natura è splendidamente rigogliosa, e ancora ci rapisce.
Giro intorno alle fedi per Paolo
Giro intorno alle fedi per Sara
Scusi, si sposta?
Ritornando dobbiamo aspettare, poiché la nave è in una zona dove l’acqua è molto bassa, e quindi deve effettuare delle manovre prima di poter liberare i gommoni che ci vengono a prendere. Il tempo comunque ci passa guardando l’orizzonte, sorseggiando una cioccolata ed una coca-cola che lo staff si è portato dietro per rinfrancarci.
Rientriamo verso le 18, corriamo rapidamente alla conferenza di presentazione dell’Isola di Magellano, dove una pletora di pinguini pare attenderci all’arrivo. Ci spiegano come sono fatti i pinguini, come vivono, e riconosco una somiglianza tra le palmipedi dei pinguini e le mie personali. Finito quello subito a brindare col capitano, che saluta e ringrazia la sua crew e brinda con noi. Viene poi fatta una piccola lotteria per la bandiera (quella aziendale, non quella cilena) che abbiamo tenuto a prua, e una successiva asta in cui viene venduta la cartina geografica usata per Capo Nord (a 750 € ad un tedesco). Il ricavato di entrambi è discutibilmente andato come mancia allo staff.
A quel punto è già ora di scendere già nella Patagonia hall, si entra stringendo la mano al capitano e al suo secondo, e la cena è piacevole, grazie sempre ai nostri compagni di tavolo, due dalla Danimarca e due Cileni ora Svizzeri. Ormai il mare non è più nostro, ci sono altre navi che ci incrociano (non tante: un paio), ma la magia di dormire osservando il mare rimane forte e viva, ed anche ora, che è mezzanotte, vi posso assicurare che si vede ancora la luce, del sole che è tramontato poco più di un’ora fa. Fantastico.
Ora a nanna però, che domani la sveglia è alle 5.30 per l’ultima gita. Poi prenderemo la macchina, viaggeremo per 250 Km… insomma: sarà una giornatina leggera!
Foto salva schermo ancora
Sara in fronte al ghiacciaio Aguila
Cucù, cucù, nel cespuglio ci sei tu?
Tutto ciò è speculare =D